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PRESS RELEASE

Le città italiane possono migliorare il contesto in cui operano le imprese apprendendo le une dalle altre

Roma, 4 dicembre 2019 – Un nuovo studio della Banca Mondiale, pubblicato oggi, mostra come le imprese italiane si confrontino con regolamentazioni e prassi diverse a seconda della città in cui operano. L’indagine mette altresì in luce le buone pratiche già esistenti a livello locale che possono essere replicate per agevolare l’imprenditoria su tutto il territorio nazionale.  

Doing Business in the European Union 2020: Greece, Ireland and Italy analizza il contesto in cui operano le piccole e medie imprese misurando cinque indicatori: avvio d’impresa, ottenimento di permessi edilizi, ottenimento di una fornitura di energia elettrica, trasferimento della proprietà immobiliare, e risoluzione di controversie commerciali. L’indagine ha coinvolto tredici città: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Reggio Calabria, Roma e Torino.

Ci auguriamo che questo studio fornisca alle amministrazioni dati e informazioni utili a programmare le loro strategie e contribuisca a migliorare l’ambiente d’impresa a livello locale”, ha dichiarato Arup Banerjii, Direttore Regionale della Banca Mondiale per l’Unione Europea.

Le città che registrano il miglior risultato sono diverse a seconda dell’area analizzata. Costituire un’impresa è più facile ad Ancona e Milano, ottenere i permessi edilizi a Cagliari, mentre Bologna è la città dov’è più semplice ottenere una nuova connessione elettrica. Trasferire la proprietà di un immobile è più facile a Roma, mentre risolvere una controversia commerciale è più semplice a Torino. Bologna e Milano sono le due città che registrano il maggior numero di buone pratiche.

Le città oggetto dall’indagine hanno punti di forza diversi: il contesto in cui operano le imprese in Italia può quindi migliorare se le città imparano le une dalle altre, e vengono introdotte in maniera omogenea le buone pratiche già esistenti a livello locale”, ha detto Rita Ramalho, Senior Manager del Global Indicator Group della Banca Mondiale, il dipartimento che ha realizzato lo studio.

Le differenze tra le città sono particolarmente evidenti nelle aree che guardano all’ottenimento di connessioni elettriche, dei permessi edilizi, e alla risoluzione di controversie commerciali. Di contro, le procedure per avviare un’impresa e per trasferire un immobile risultano più omogenee, grazie all’introduzione di piattaforme digitali a livello nazionale che hanno permesso di standardizzare questi processi.

Tra le dimensioni analizzate (numero di procedure, tempi, costi, e qualità della regolamentazione), quella temporale registra le variazioni più significative. Ad esempio, a Torino servono 860 giorni per risolvere una controversia commerciale, grazie ai considerevoli sforzi messi in atto dagli inizi del 2000 per ridurre gli arretrati e al recente sviluppo di sezioni specializzate del tribunale, mentre a Reggio Calabria è necessario più del doppio del tempo. Allo stesso modo, per ottenere una connessione elettrica a Bologna sono sufficienti due mesi e mezzo, mentre il tempo necessario a Palermo è tre volte maggiore. Tale disparità è principalmente legata alle tempistiche per l’ottenimento dei permessi di scavo erogati dalle amministrazioni comunali, talvolta in concorso con altri enti.

Al di là delle buone pratiche documentate dallo studio, rimangono diverse sfide da affrontare per migliorare il contesto in cui operano le imprese italiane. In alcuni ambiti, le imprese devono ancora fare i conti con procedure lente e che implicano costi elevati in tutta Italia. Questo è il caso, in particolare, della risoluzione di controversie commerciali, dove tutte le 13 città registrano una performance al di sotto della media UE.

Doing Business in the European Union è una serie di studi subnazionali curati dal Gruppo Banca Mondiale su richiesta e finanziamento della Commissione Europea. Questa edizione ha coinvolto, oltre alle 13 città italiane, sei città in Grecia e cinque in Irlanda. Una prima edizione, che ha analizato 22 città tra Bulgaria, Romania e Ungheria è stata pubblicata nel 2017. Una seconda edizione, che ha coinvolto 25 città tra Croazia, Portogallo, Repubblica Ceca e Slovacchia, è stata pubblicata nel 2018.

Il lavoro di ricerca, condotto in Italia con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, utilizza la medesima metodologia dello studio Doing Business internazionale che viene pubblicato annualmente dal Gruppo Banca Mondiale.

Sito Internet: https://www.doingbusiness.org/EU3   

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Twitter: www.twitter.com/wb_research

Per maggiori informazioni sulla metodologia del rapporto:

About Doing Business and Doing Business in the European Union 2020: Greece, Ireland and Italy

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